Il 22 Dicembre 2018 si è tenuta a Glorie (RA) la prima lezione del neo gruppo di TaiJiQuan, dedicato a persone affette da morbo di Parkinson. L’idea è nata grazie all’impegno congiunto dell’insegnante Lorenzo Verlicchi della T.K.F.A. (Traditional Kung-Fu Association), insieme al suo allievo Alberto Ferrande. Nonostante Lorenzo insegnasse già in un gruppo di TaiJi a Lugo, da tempo maturava l’idea di dedicare, nella zona di Ravenna, lezioni della T.K.F.A. rivolte a persone con patologie legate al movimento e finalmente si è potuto concretizzare il primo passo, di questo nuovo percorso.
La lezione si è aperta con un piccolo discorso introduttivo, in cui l’insegnante ha voluto rassicurare i presenti sulla pratica che da lì a poco avrebbero svolto. La frase chiave di tutta la lezione è stata “coltivare sé stessi”. Si, perché di conoscenza interiore e personale è fatta appunto la pratica di questa antica arte marziale cinese, nota come TaiJiQuan. Corretta ed equilibrata postura, respirazione lenta e profonda, rilassamento e armonia sono i punti cardine, che questa disciplina pone ai praticanti lungo il percorso di crescita introspettiva.
La nostra scuola prevede l’insegnamento in maniera tradizionale, ovvero tramite uno stretto rapporto tra insegnante e allievo, come trasmesso in primis dal nostro caposcuola, ShiGong Luigi Guidotti. Il nostro Maestro infatti ci insegna, che il Kung Fu in tutte le sue forme, compreso il TaiJi, deve essere per il praticante come un abito, cucitogli su misura dal suo stesso insegnante.
La lezione si è svolta con l’esecuzione di alcuni movimenti di QiGong, la parte di esercizi studiati per la coltivare la propria energia interiore, dapprima seguendo accademicamente l’insegnante e in un secondo momento in singolo, dove i presenti venivano guidati e corretti a uno a uno, in base alle loro personali problematiche.
Da un punto di vista salutistico, continuando con la pratica del TaiJi e del QiGong, queste persone potranno trovare giovamento nelle loro vite, migliorando il benessere e la salute del corpo e della mente, come dimostrano anche gli innumerevoli studi medici compiuti in merito.
La sensibilità e la pazienza sono tra i requisiti fondamentali, per queste antiche discipline. La sensibilità guida il praticante, aiutandolo a scoprire i propri limiti e a superarli, e rende possibile all’insegnante di entrare nel merito delle difficoltà di ogni allievo, per fargliele superare al suo fianco. La pazienza vincola chi pratica a non aver fretta, permettendogli di prendersi tutto il tempo necessario, per sentire appieno il benessere del movimento.
La filosofia è un altro aspetto non indifferente di cui tenere conto quando si apprende un’arte marziale in modo tradizionale, da essa possiamo trarre grandi verità su noi stessi e su come crescere e migliorare.
In un’antica leggenda cinese un generale, stanco delle continue liti tra i suoi numerosi figli, decise di prendere delle frecce e di darne una a ciascuno di loro. Gli chiese di spezzarle e loro lo fecero senza sforzo, dopo di che riconsegnò altrettante frecce a ciascuno di loro. Questa volta però gli disse di unirle assieme, prima di provare a spezzarle, ma per quanto ci provassero a romperle, nessuno di loro vi riuscì.
Questa è la vera forza di un gruppo, la stessa forza che oggi ha tenuto uniti i partecipanti, i quali fin da subito si incoraggiavano l’un l’altro nei momenti di difficoltà, condividendo le loro esperienze e anche le loro sensazioni.
Vorremmo concludere riportando una dichiarazione del noto attore cinematografico americano Michael J. Fox: “Prima della malattia ero Mike l’attore, poi sono diventato Mike l’attore col Parkinson. Adesso sono solo Mike col Parkinson. La malattia ha consumato la mia carriera e in un certo senso è diventata la mia carriera. Ho dovuto ricostruirmi una nuova vita quando ero già molto felice di quella vecchia.”
Da queste parole si evince lo spirito, che accompagna tutte queste persone. Costoro hanno voglia di ricostruire non solo la loro vita, ma specialmente se stessi. Necessitano di continuare a credere nelle proprie capacità, perché la malattia non solo debilita il corpo, ma anche la mente, distruggendo la fiducia di base che ogni uomo ha di sé.
Al termine della lezione i presenti si sono detti soddisfatti di questo loro primo approccio al mondo del TaiJi e hanno affermato l’interesse a voler continuare nella loro pratica con delle altre lezioni future.
La voglia di far emergere la miglior versione di noi stessi, arde nel petto di noi insegnanti della T.K.F.A.
Noi tutti seguendo il valido esempio del nostro Maestro Luigi Guidotti, cerchiamo ogni giorno con impegno e passione di portare dei miglioramenti nelle vite dei nostri allievi.